Verdetto come da previsioni, il Leone d'Oro della 67esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia è stato vinto da Somewhere di Sofia Coppola, un film che ha "incantato i giurati". A decisione unanime il maggior riconoscimento è andato al film molto personale della regista premio Oscar che ha raccontato la vita sregolata e vuota di un attore di Hollywood che inizia a porsi domande esistenziali quando all'improvviso, nella sua noia, irrompe la figlia undicenne. Niente da fare per l'Italia, nemmeno un premio minore per uno dei quattro film in Concorso.
Il Leone d'Argento per la regia è stato vinto dal visionario Alex de la Iglesia per il suo film Balada Triste de Trompeta, la storia triste di una coppia di pagliacci sullo sfondo della guerra civile spagnola. Quest'anno è stato assegnato anche un Leone Speciale per l'insieme dell'opera a Monte Hellman, uno dei cineasti più amati dal presidente di giuria Quentin Tarantino e il più anziano di quelli in gara con Road to Nowhere .
Il Premio Speciale della Giuria è andato invece a Essential Killing di Jerzy Skolimowski, che si è aggiudicato anche la Coppa Volpi per il miglior attore con Vincent Gallo. Ma il divo più ricercato a Venezia non si è presentato nemmeno per ritirare il premio. Coppa Volpi per la miglior attrice invece, a sorpresa, ad Ariane Labed per il film greco Attenberg. Delusione per la nostra Alba Rohrwacher.
Il premio Marcello Mastroianni dedicato a un attore emergente è stato assegnato a Mila Kunis, la ballerina di Black Swan protagonista della scena lesbo con Natalie Portman. L'Osella per la miglior sceneggiatura è stata vinta sempre dal film di Alex de la Iglesia, mentre quella per la fotografia dal russo Silent Souls (CONTINUA...)