Asia Argento P.R. egocentrica in mezzo a giovani persi e distratti, Gli Sfiorati protagonisti del romanzo di Sandro Veronesi portati al cinema dal regista trentenne Matteo Rovere.
I personaggi del film omonimo hanno in comune il fatto di sembrare lontani e smarriti: dal protagonista Méte (Andrea Bosca) alla sorellastra Belinda (Miriam Giovanelli), fino alla Beatrice interpretata dalla Argento, più adulta ma comunque confusa e superficiale.
"Quella di oggi è una società complicata e i miei sfiorati sono persone che combattono per la loro felicità. Fino a che, a un certo punto, annullano la morale per farsi travolgere dalla vita. Il mio film è un racconto divertente della contemporaneità" ha spiegato il regista alla presentazione.
La pellicola (nelle sale dal 2 marzo) è il racconto di una generazione e non sarà vietata ai minori nonostante le scene di forte attrazione tra i due fratellastri protagonisti che si concludono con l'incesto. "Anche quello è trattato con ironia", ha detto Rovere, coetaneo degli attori che ha diretto.
Asia Argento a proposito del suo personaggio ha dichiarato di sentirsi "molto distante da lei, ma in questa Roma becera, sia ieri che oggi, di personaggi così, superficiali e che parlano solo di sé, ce ne sono moltissimi". La società di 20 anni, secondo l'attrice, fa dava comunque qualche speranza, mentre oggi "non ci sono più spazi mentali dove sognare".
L'unico personaggio con i piedi per terra nel film è interpretato da Claudio Santamaria, che ha problemi reali con cui deve confrontarsi ogni giorno: "Secondo me è un ritratto generazionale di persone senza un punto fermo, che vivono in una costante mutevolezza perché non hanno certezze. Ma forse quei giovani stanno meglio oggi rispetto ai loro coetanei degli anni Ottanta raccontati nel romanzo di Veronesi" ha dichiarato.