IN VIRGILIO

I protagonisti dell'avventura

Tom Hanks, Ewan McGregor, Pierfrancesco Favino e Ayelet Zurer si raccontano

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Il thriller e la corsa contro il tempo di Langdon in Angeli e Demoni si sviluppano tra il Pantheon, Piazza del Popolo, Piazza Navona e il Vaticano (in gran parte ricostruiti) e tra simboli, segnali, inseguimenti, omicidi, si arriva a scoprire chi si cela dietro il terribile complotto di cui è vittma la Chiesa.

Questa volta Langdon, già protagonista de Il Codice da Vinci, non è solo uno studioso molto arguto ma anche un eroe, quasi da videogioco. “Langdon fa una corsa contro il tempo, trova simboli e in tempo reale trova soluzioni, passa all’azione. Il mio personaggio è uno scienziato, che non arriva a comprendere l’esistenza di Dio ma è aperto a tutto, è un personaggio autentico. E’ raro avere un ruolo così complesso”. La difficoltà maggiore per il protagonista, questa volta, era nello sforzo fisico che la parte richiedeva: “A Roma ogni pietra e ogni scala sono irregolari: diventano trappole mortali quando devi correre tutto il tempo avanti e indietro come faccio io nel film. – scherza l’attore - Io e gli altri attori abbiamo rischiato la vita, ve lo giuro, forse non ci siamo feriti per un intervento divino”.

L’aspetto più difficile del lavoro di Ewan McGregor, che nella pellicola interpreta il Camerlengo, è stato invece “interpretare i due livelli del personaggio”, che in effetti, fino alla fine è il più ambiguo del racconto. “Credo che ogni persona che rappresenta una religione emani una forte fiducia in se stessa, ed è quello che volevo trasmettere”, ha spiegato l’attore scozzese. Il personaggio interpretato invece dall’attrice israeliana Ayelet Zurer è molto legato alla scienza: è una ricercatrice del CERN di Ginevra che aiuta Langdon nelle sue indagini: “Victoria è una donna moderna, volevo renderla realistica, pur in un’ambientazione irreale. Mi hanno aiutato molto Ron Howard, che è un regista fenomenale, e Tom Hanks, che è speciale, carismatico e affascinante: lavorare con lui è stata una sfida continua”.

Un’esperienza indimenticabile anche per Pierfrancesco Favino, che ha già partecipato a megaproduzioni Usa come Una notte al museo: “Con questa faccia da italiano è raro che ti scelgano per un ruolo positivo, invece in questo film interpreto un ispettore che lavora a stretto contatto con Langdon. Devo dire che è stato un privilegio lavorare con Hanks e Howard, sono due persone di una generosità impareggiabile”. E in merito alle polemiche nate attorno al film l’attore italiano conclude: “La gran parte del film è pura fiction, non è difficile da capire. Non credo ci possano essere pericoli a guardare un film come questo: perché la gente dovrebbe esserne scioccata? Io sono cattolico, ma il problema è che in Italia, purtroppo, ogni cosa, anche la politica, è spesso assoggettata alla religione cattolica”.

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